•          Veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) – risarcimento del danno – azione diretta nei confronti dell’assicuratore – litisconsorti necessari

Modulo di constatazione amichevole del sinistro (cosiddetto C.I.D.) – Opponibilità all’assicuratore – Condizioni – Provenienza dal responsabile del danno che sia anche proprietario del veicolo assicurato e litisconsorte necessario – Necessità. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 8214 del 04/04/2013

Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 8214 del 04/04/2013

Nel giudizio promosso dal danneggiato nei confronti dell’assicuratore della responsabilità civile da circolazione stradale, la dichiarazione, avente valore confessorio, contenuta nel modulo di constatazione amichevole del sinistro (cosiddetto C.I.D.), per essere opponibile all’assicuratore, deve essere resa dal responsabile del danno che sia anche proprietario del veicolo assicurato e dunque litisconsorte necessario, non anche dal conducente del veicolo che non sia anche proprietario del mezzo, il quale è solo litisconsorte facoltativo.

cc2054; cc2733; cc2734

  •         Assicurazione – veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) – risarcimento del danno -azione per il risarcimento dei danni


richiesta di risarcimento all’assicuratore (o impresa designata o ina) – Terzi chiamati in causa – Osservanza dell’onere ex art. 22 della legge n. 990 del 1969 – Obbligatorietà – Limiti. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 8115 del 03/04/2013

Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 8115 del 03/04/2013

 

L’art. 22 della legge 24 dicembre 1969, n. 990 (applicabile “ratione temporis”, ed abrogata dall’art. 354 del d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209), per il quale l’azione per il risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli a motore può essere proposta solo dopo che siano decorsi sessanta giorni da quello in cui il danneggiato abbia chiesto il risarcimento del danno all’assicuratore del danneggiante, non trova applicazione nell’ipotesi in cui uno dei danneggianti, convenuto in giudizio per l’integrale risarcimento, proceda alla chiamata in garanzia impropria contro altro danneggiante per sentirlo dichiarare corresponsabile dei danni lamentati dall’attore, ai fini della ripartizione interna dell’obbligazione solidale, stabilita dall’art. 2055 cod. civ.

  •         Termine prescrizione civile – prescrizioni brevi – risarcimento del danno – fatto dannoso costituente reato


Risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli – Costituzione di parte civile nel processo penale – Estinzione del reato per morte del reo – Decorrenza del termine di prescrizione biennale – Dalla data di irrevocabilità della declaratoria di estinzione – Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8348 del 05/04/2013

Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8348 del 05/04/2013

Cassazione civile , sez. III, sentenza 07.06.2011 n° 12408: La Suprema Corte estende l’applicazione delle Tabelle milanesi agli altri Fori

 

 

La Suprema Corte ha stabilito l’estensione delle Tabelle Milanesi a tutti i Fori del territorio nazionale, in virtù di un principio generale di parità di trattamento ed equità, di fatto ponendo fine, almeno nelle intenzioni, al “fai da te” dei tribunali i quali applicavano, ognuno diversamente, una propria specifica tabella relativa al danno biologico.

Per le micropermanenti relative a sinistri stradali, continuano ad applicarsi le tabelle ministeriali i cui importi vengono annualmente  aggiornati. Di qui la massima:

 “Poiché l’equità va intesa anche come parità di trattamento, la liquidazione del danno non patrimoniale alla persona da lesione dell’integrità psico-fisica presuppone l’adozione da parte di tutti i giudici di merito di parametri di valutazione uniformi che, in difetto di previsioni normative (come l’art. 139 del codice delle assicurazioni private, per le lesioni di lieve entità conseguenti alla sola circolazione dei veicoli a motore e dei natanti), vanno individuati in quelli tabellari elaborati presso il tribunale di Milano, da modularsi a seconda delle circostanze del caso concreto”.

 

 

Il diritto al risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli e derivante da fatto illecito considerato dalla legge come reato, nel caso di costituzione di parte civile nel processo penale e di estinzione del reato per morte del reo, si prescrive, ai sensi dell’art. 2947, terzo comma, cod. civ., nel termine di due anni, decorrente non dalla verificazione dell’evento, ma dalla data in cui è divenuta irrevocabile la sentenza dichiarativa della causa di non punibilità, riponendo il danneggiato fino a tale momento, come in ogni altra ipotesi di estinzione del reato, un legittimo affidamento sul permanere dell’effetto interruttivo-sospensivo della prescrizione conseguente all’esercizio dell’azione civile, anche in funzione dell’esigenza di bilanciamento della brevità del termine biennale col diritto fondamentale della vittima del reato all’accesso alla giustizia.

 

  • Sent. n. 26972 dell’11  novembre 2008 sez. unite
Danno esistenziale – danno non patrimoniale
Con l’importante decisione 11 novembre 2008 n. 26972  le Sezioni Unite della Cassazione hanno non solo composto i precedenti contrasti sulla risarcibilità del c.d. danno esistenziale, ma hanno anche più in generale riesaminato approfonditamente i presupposti ed il contenuto della nozione di “danno non patrimoniale” di cui all’art. 2059 c.c..
La sentenza ha innanzitutto ribadito che il danno non patrimoniale è risarcibile nei soli casi previsti dalla legge, i quali si dividono in due gruppi: le ipotesi in cui la risarcibilità è prevista in modo espresso e quella in cui la risarcibilità del danno in esame, pur non essendo espressamente prevista da una norma di legge ad hoc, deve ammettersi sulla base di una interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 2059 c.c., per avere il fatto illecito vulnerato in modo grave un diritto della persona direttamente tutelato dalla Costituzione.
La decisione è quindi passata ad esaminare il contenuto della nozione di danno non patrimoniale, stabilendo che quest’ultimo costituisce una categoria ampia ed omnicomprensiva, all’interno della quale non è possibile ritagliare ulteriori sottocategorie, se non con valenza meramente descrittiva. E’, pertanto, scorretto e non conforme al dettato normativo pretendere di distinguere il c.d. “danno morale soggettivo”, inteso quale sofferenza psichica transeunte, dagli altri danni non patrimoniali: la sofferenza morale non è che uno dei molteplici aspetti di cui il giudice deve tenere conto nella liquidazione dell’unico ed unitario danno non patrimoniale, e non un pregiudizio a sé stante.
Da questo principio è stato tratto il corollario che non è ammissibile nel nostro ordinamento la concepibilità d’un danno definito “esistenziale”che costituisce né più né meno che un ordinario danno non patrimoniale, di per sé risarcibile ex art. 2059 c.c., e che non può essere liquidato separatamente sol perché diversamente denominato.
Da ciò le SS.UU. hanno tratto spunto per negare la risarcibilità dei danni non patrimoniali cc.dd. “bagatellari”, ossia quelli futili od irrisori, ovvero causati da condotte prive del requisito della gravità, ed hanno al riguardo avvertito che la liquidazione, specie nei giudizi decisi dal giudice di pace secondo equità, di danni non patrimoniali non gravi o causati da offese non serie, è censurabile in sede di gravame per violazione di un principio informatore della materia.
  • Cass. Penale sez. II 4/5/2012 n. 16630 Contrassegni falsi non sono truffa allo stato

Non è configurabile il reato di truffa, tutte le volte in cui la frode incida sulla determinazione di un organo che, esercitando un potere di natura pubblicistica, è tenuto ad accertare una violazione amministrativa, proprio perché manca l’elemento costitutivo del reato ossia l’atto di disposizione patrimoniale di natura privatistica (nel caso di specie, erano stati indotti in errore sulla decorrenza della copertura assicurativa i Carabinieri, che all’atto di un controllo, si erano visti esibire un certificato di assicurazione con data di stipulazione anticipata rispetto a quella effettiva).

 

  • Corte di giustizia europea sez. grande n. C – 236/2009 dell’1/3/2011

Premi unisex, nessuna discriminazione uomo/donna

Nella causa Test-Achats (C-236/09), la domanda di pronuncia pregiudiziale della Cour constitutionnelle belga riguardava la discriminazione fondata sul sesso nel calcolo dei premi assicurativi. Il 1° marzo 2011 la Corte di giustizia dell’Unione europea ha dichiarato invalida, con effetto a decorrere dal 21 dicembre 2012, la deroga alla legislazione dell’UE in materia di parità di trattamento che autorizzava gli Stati membri a mantenere differenze nei premi e nelle prestazioni individuali tra uomini e donne.

“L’uguaglianza di genere è un diritto fondamentale nell’Unione europea e la Corte di giustizia ha chiarito che si deve applicare anche alle polizze assicurative”, ha affermato la Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria UE per la Giustizia. “Il settore assicurativo ha avuto più di un anno per preparare il passaggio alla tariffazione unisex e per tutto questo periodo la Commissione europea ha facilitato l’adeguamento. D’ora in poi sarà suo compito controllare in che modo il settore riuscirà a mettere in pratica le nuove norme”.

  • Cass. n. 23917 del 9/11/2006 Come si calcola il danno patrimoniale per il lavoratore autonomo

Con sentenza del 9 novembre 2006, n. 23917, la Suprema Corte di Cassazione ha chiarito le modalità del calcolo necessario al fine di determinare il danno patrimoniale da diminuita capacità lavorativa subito dal lavoratore autonomo che abbia riportato danni a seguito di un incidente automobilistico.
La Corte ha stabilito che, per quantificare il reddito derivante dall’attività professionale ai fini IRPEF, è necessario eseguire una differenza tra il totale dei compensi conseguiti dal danneggiato (al lordo delle ritenute d’acconto) e il totale dei costi che provengono dall’esercizio della professione, senza detrazione delle ritenute d’imposta e degli oneri deducibili dal reddito complessiv

 

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